Sabato 17 May 2008

Perché Iospia?

Perché Iospia? Iospia nasce perché in quasi tutte le riviste dedicate ai cosidetti generi, le storie di spionaggio sono confuse (a torto o a ragione) con i thriller/noir/gialli. È vero che un romanzo di spionaggio deve essere anche un buon giallo/noir/thriller, ma noi poniamo questa definizione basica, elementare: consideriamo un romanzo, di 'spionaggio' tale, quando i protagonisti dello stesso, sono spie, agenti segreti. Questo è il primo criterio da noi scelto per definire un romanzo o una pellicola 'di spionaggio'. Ce ne sono altri? Fatecelo sapere. In Iospia parleremo di romanzi, di libri, di storia dello spionaggio, di spionaggio, di siti sullo spionaggio, di quello che pubblicano i giornali sullo spionaggio. Prenderemo le nostre notizie da internet o da altri giornali, citando la fonte.
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Mercoledì 03 Settembre 2008

Mondadori presenta "Spie"

Gli autori sono  Giorgio Boatti, Giuliano Tavaroli. Uno è un giornalista che già ha scritto di spie e spionaggio. L'altro personaggio non ha bisogno di presentazioni. Il libro è un cartonato con sovracoperta e costa 18 euro e 50 centesimi. Buona lettura


Come si combatte la guerra sorda e sommersa che vede ogni giorno schierate le multinazionali nel tentativo di imporsi su nuovi mercati? A chi si affidano le grandi holding per individuare i piani dei concorrenti, per disporre di informazioni tempestive su nuovi prodotti, per smascherare dipendenti infedeli e manager corrotti, per affrontare le emergenze che scoppiano sui diversi scacchieri internazionali coinvolgendo pesantemente le proprie diramazioni produttive ed economiche? Quali strutture di sicurezza sono chiamate in campo quando si tratta di difendere know-how industriali top secret e piani di ricerca e sviluppo riservatissimi, da cui dipende la sopravvivenza stessa di un'impresa? Come ci si tutela dagli infiltrati al soldo degli avversari? In questo libro a due voci, Giorgio Boatti, giornalista e storico, autore di diversi saggi sullo spionaggio, e Giuliano Tavaroli, uno dei maggiori professionisti del nostro paese in tema di security, con un lungo tragitto professionale dall'Italtel alla Pirelli alla Telecom, danno risposte puntuali a queste domande, svelando per la prima volta una realtà mai raccontata: quella delle strutture di intelligence e di sicurezza aziendale che operano al servizio delle grandi imprese. Strutture che si giovano dell'esperienza di alcuni ex agenti dei nuclei speciali antiterrorismo che, vinto il confronto con le Brigate Rosse e con Prima Linea negli «anni di piombo», contribuiscono a innovare gli apparati informativi e di sicurezza mobilitati nelle contrapposizioni tra i giganti dell'economia, della finanza, delle telecomunicazioni, dei media. Da Hong Kong all'Indonesia, dal Venezuela alla Turchia, Tavaroli descrive alcune operazioni riservate, vere e proprie azioni da 007, condotte silenziosamente dentro la nostra quotidianità, che hanno sconfitto clamorosi tentativi di spionaggio industriale, protetto stabilimenti minacciati da sommosse politiche, difeso manager nel mirino della criminalità organizzata. E sbaragliato concorrenti che erano ricorsi al gioco duro - fatto di pedinamenti, dossieraggi e controlli telefonici - per impedire a imprese italiane di entrare in nuovi e decisivi mercati. Un libro che affronta anche la questione delle intercettazioni telefoniche, che ha portato in primo piano, oltre all'uso spregiudicato delle trascrizioni da parte dei media, la confusione legislativa in vigore, alimentando polemiche generate da un potere politico incapace di imporre poche e chiare regole. E che mostra come la lotta per il controllo delle informazioni coinvolge non solo la sicurezza del paese e delle aziende ma la nostra stessa privacy.
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Lunedì 01 Settembre 2008

Corriere.it: sesso, scrittori e servizi segreti...

Non solo trappole al miele russe, ma anche famosi scrittori inglesi si sono prestati, come spie, da entrambe le parti. L'autore della «Fabbrica del cioccolato» con la futura diplomatica Usa a Roma, sembra confermare e smentire nello stesso tempo, il vecchio detto: "Niente sesso, siamo inglesi". E dire che la signora Clare Boothe Luce, una delle donne da lui sedotte, da quello che mi ricordo, era stata scelta come ambasciatrice perché molto morigerata e fustigatrice di costumi immorali, ...bah, che dire, una volta si diceva 'sono senza parole', adesso neanche più quelle! Per gli archivisti: pezzo 'rubato' Dal corriere.it.

Lo scrittore e l'ambasciatrice, tre giorni
di sesso segreto: «Mi ha consumato»

Roald Dahl fu reclutato dai servizi britannici per circuire Clare Boothe Luce, sposata con l'editore del «Time»


Roald Dahl con la moglie Patricia Neal
Roald Dahl con la moglie Patricia Neal
LONDRA — Roald Dahl è stato un grande scrittore per ragazzi: i suoi racconti più noti sono La fabbrica di cioccolato, James e la pesca gigante e gli Sporcelli (pubblicati in Italia da Salani). Storie innocenti: nella Chocolate Factory per esempio un gruppo di bambini va a caccia di un biglietto vincente in una barretta di cioccolato che darà diritto a una fornitura vitalizia. Ma la vita reale di Dahl avrebbe potuto fornire la base per un incredibile romanzo d'avventura. Si sapeva già che Roald, nato nel 1916 da genitori norvegesi emigrati in Gran Bretagna, nel 1939 si era arruolato nella Raf, volando in azioni di combattimento in Grecia e Africa, prima di precipitare in un terribile incidente. Riportò ferite così gravi che non potè più mettersi ai comandi di un aereo da caccia. E nel 1942 fu inviato a Washington come attaché della Royal Air Force presso l'ambasciata britannica.
Clare Boothe Luce con il marito Henry Luce a bordo dell'Andrea Doria nel 1953
Clare Boothe Luce con il marito Henry Luce a bordo dell'Andrea Doria nel 1953
Ora si è scoperto che il giovane pilota era stato reclutato dai servizi segreti inglesi e che la sua missione prevedeva di sfruttare il suo fascino per stringere «relazioni molto speciali» con donne di potere americane. Il tenente Dahl eseguì con zelo. «Penso che sia stato a letto con qualunque donna sulla costa orientale e occidentale degli Stati Uniti che valesse più di 50 mila dollari l'anno», ha raccontato Antoinette Marsh Haskell, la figlia del suo migliore amico citata ieri dal Sunday Times. Tra le sue conquiste documentate (è saltato fuori uno scambio di lettere impressionante) ci fu Millicent Rogers, vistosa ereditiera della Standard Oil: lo sforzo bellico britannico aveva bisogno di molto petrolio. Ma il suo compito più delicato fu entrare in contatto con Clare Boothe Luce, che allora era una importante giornalista, deputata repubblicana del Congresso, sposata con il potente editore di Time, Fortune e Life. Una personalità forte e indipendente (tra il 1953 e il 1956 sarebbe diventata la mitica ambasciatrice in Italia del presidente Eisenhower), Clare Boothe Luce era molto temuta a Londra per le sue opinioni contrarie agli imperi coloniali e il suo noto disgusto nei confronti di Winston Churchill. L'ordine passato all'agente segreto Dahl fu di entrare nelle grazie della parlamentare-editorialista, più grande di lui di 13 anni.

Ci riuscì fin troppo facilmente, perché la signora quarantenne si dimostrò una tigre appassionata. Dahl scrisse nel suo diario ora recuperato: «Mi ha tenuto a letto per tre giorni di seguito, mi ha consumato... » (la frase esatta era un po' troppo esplicita per essere tradotta fedelmente, ndr). Il tenente dopo un po' si rivolse anche ai superiori, chiedendo di essere sollevato dall'incarico fisicamente troppo gravoso con la congresswoman: la risposta fu di tornare in camera da letto, chiudere gli occhi, spalancare le braccia e pensare all'Inghilterra in guerra. È tutt'altro che certo che gli sforzi del giovane attaché abbiano portato ai servizi segreti di Londra materiale utile. Dahl, che era riuscito a conoscere anche i Roosevelt, credette di aver scoperto una relazione tra il presidente e la principessa Martha di Norvegia, rifugiata negli Stati Uniti. Il Sunday Times osserva che la scoperta più significativa del tenente della Raf Roald Dahl, in quegli anni a Washington, fu il talento per la scrittura. Nell'aprile del 1943 pubblicò la sua prima storia per bambini: The Gremlins, sui piloti di guerra e la loro cattiva fortuna.

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Sabato 30 Agosto 2008

Repubblica.it: Villa abusiva ospitò archivi dei servizi segreti

Riportiamo questo breve stralcio, da Repubblica, di un artivcolo che riguarda abusi edilizi:
[...]
È da sette anni che la Soprintendenza archeologica tenta di acquistare dalla società Frasa di Adolfo Salabè (l'architetto balzato agli onori delle cronache negli anni 90 perché coinvolto nello scandalo dei fondi neri del Sisde), una tenuta nel cuore dell'Appia Antica. È il pezzo mancante del puzzle per fare di quell'area del Parco fra la colata lavica di Capo di Bove e il sepolcro di Cecilia Metella un unico luogo aperto al turismo in cui storia e natura si sposano felicemente. Gli uffici del ministero dei Beni Culturali ci stanno provando, ma non ci sono ancora riusciti perché i proprietari le hanno tentate di tutte pur di non cedere il complesso immobiliare allo Stato che vanta il diritto di prelazione.

Quella tenuta del contendere di 30 mila metri di terreno con edifici al suo interno quasi tutti abusivi (negli anni Cinquanta c'era una cava di basalto), si trova in via Ardeatina 285. Là, in quei locali lontani da occhi indiscreti, negli anni Novanta furono ospitati gli archivi degli 007, in attesa che la sede dei servizi segreti di Monte Oppio venisse ristrutturata dalla Frasa dei fratelli Salabè. [...]
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Venerdì 29 Agosto 2008

The Bourne Identity: Ludlum

Ho letto The Bourne Identity in versione orginale, il romanzo di Robert Ludlum da cui è stato tratto un film di successo. Il libro è decisamente più bello del film, più complesso, più stratificato, avendo anche il contesto storico degli anni Settanta, con i personaggi dell'epoca e Parigi. Il film, invece, è stato trasposto negli anni Duemila e benché sia una pellicola godibilissima e superiore alla media del genere, è molto più superficiale. Riesce comunque, a 'trattenere' lo spirito del libro.
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Mercoledì 27 Agosto 2008

Un sito con 1600 pagine su risorse per l'Intelligence

Ecco un indirizzo curioso segnalatoci da un amico: http://www.mprofaca.cro.net/  un sito con milleseicento pagine di risorse sull'Intelligence globale. Questa è la tagline iniziale: This is the biggest one man's handmade website in Cyberspace, with more than 1600 web pages, over 7.3 million hits, and counting...  L'abbiamo inserito anche nel nostro blogroll.
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Venerdì 22 Agosto 2008

Ludlum: chi giace si dà pace?

Ho comprato su internet, un sito sicuro, ovviamente, sette libri di Ludlum in lingua originale. Li ho pagati sterline 00.1 + sterline 3.94 di spedizione l'uno. Ovvero il libro mi è costato quasi zero. Più di spedizione che di libro! Non vedo l'ora che arrivino...
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Giovedì 21 Agosto 2008

The Moscow Times: ecco una notizia che difficilmente leggerete sui giornali occidentali

Officer Accused of Spying for Georgia

By Nabi Abdullaev / Staff Writer
A senior Russian army officer has been arrested in the Stavropol region on suspicion of spying for Georgia, authorities said Wednesday.

Mikhail Khachidze, an ethnic Georgian, was recruited by Georgian intelligence late last year while he was stationed in a unit based on Georgian territory, according to a statement issued by the Federal Security Service, or FSB.

Khachidze is accused of gathering secret information for Georgia about his fellow servicemen and the preparedness of Russian troops, the statement said.

The announcement came on the heels of Russia's bloody conflict with Georgia over the breakaway Georgian republic of South Ossetia and a day after the FSB said Georgia was planning terrorist acts on Russian territory.

Khachidze is being investigated on charges of high treason, which is punishable by up to life in prison. His exact rank was not indicated in the statement, which identified him only as "a senior army officer." Video footage of his detention was shown repeatedly on national television Wednesday. Three men in police uniforms were shown struggling to hold the suspect face down on a sidewalk as cars passed by. The timer on the video read Aug. 13. News of Khachidze's arrest came a day after FSB chief Alexander Bortnikov told the National Anti-Terrorist Committee that Georgian intelligence was planning terrorist attacks in the North Caucasus.

A senior Russian security official, speaking on condition of anonymity, said Wednesday that Georgian security services were trying to establish contacts with separatist leaders in a North Caucasus republic in order to destabilize the situation there, RIA-Novosti reported.

Four days after the armed conflict between Georgia and Russia erupted over South Ossetia on Aug. 7, Bortnikov told President Dmitry Medvedev that the FSB had arrested 10 Georgian spies, including a senior operative who coordinated the spy network. One of them, Bortnikov said, was a lieutenant colonel in the Russian army. The suspect, who was identified only by his last name, Imerdishvili, is accused of gathering classified military intelligence and identifying potential recruits among Russian servicemen. Georgian officials have denied any involvement in espionage or terrorist activities on Russian territory.

"This is the biggest disclosure of a spy network in Russia in many years and the first time that Georgians are involved," said Andrei Soldatov, an expert on Russia's security services and head of the Agentura think tank.

In 2006, Georgia arrested several Russian military officers it accused of being spies, causing a diplomatic spat that prompted Moscow to sever transportation and trade ties to Georgia.
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Guardian.co.uk: ecco un interessante promemoria del MI5 britannico sul terrorismo

Praticamente, il controspionaggio dice che non ci sono sistemi facili per identificare chi è 'terrorista', a meno che di non instaurare uno stato di polizia, aggiungo io, e anche nei casi dive c'è uno stato di polizia ci sono i sovversivi. Buona lettura di questo UK restricted!

MI5 has concluded that there is no easy way to identify those who become involved in terrorism in Britain, according to a classified internal research document on radicalisation seen by the Guardian.

The sophisticated analysis, based on hundreds of case studies by the security service, says there is no single pathway to violent extremism.

It concludes that it is not possible to draw up a typical profile of the "British terrorist" as most are "demographically unremarkable" and simply reflect the communities in which they live.

The "restricted" MI5 report takes apart many of the common stereotypes about those involved in British terrorism.

They are mostly British nationals, not illegal immigrants and, far from being Islamist fundamentalists, most are religious novices. Nor, the analysis says, are they "mad and bad".

Those over 30 are just as likely to have a wife and children as to be loners with no ties, the research shows.

The security service also plays down the importance of radical extremist clerics, saying their influence in radicalising British terrorists has moved into the background in recent years.

The research, carried out by MI5's behavioural science unit, is based on in-depth case studies on "several hundred individuals known to be involved in, or closely associated with, violent extremist activity" ranging from fundraising to planning suicide bombings in Britain.

The main findings include:

• The majority are British nationals and the remainder, with a few exceptions, are here legally.

Around half were born in the UK, with others migrating here later in life. Some of these fled traumatic experiences and oppressive regimes and claimed UK asylum, but more came to Britain to study or for family or economic reasons and became radicalised many years after arriving.

• Far from being religious zealots, a large number of those involved in terrorism do not practise their faith regularly. Many lack religious literacy and could actually be regarded as religious novices.

Very few have been brought up in strongly religious households, and there is a higher than average proportion of converts. Some are involved in drug-taking, drinking alcohol and visiting prostitutes.

MI5 says there is evidence that a well-established religious identity actually protects against violent radicalisation.

• The "mad and bad" theory to explain why people turn to terrorism does not stand up, with no more evidence of mental illness or pathological personality traits found among British terrorists than is found in the general population.

• British-based terrorists are as ethnically diverse as the UK Muslim population, with individuals from Pakistani, Middle Eastern and Caucasian backgrounds.

MI5 says assumptions cannot be made about suspects based on skin colour, ethnic heritage or nationality.

• Most UK terrorists are male, but women also play an important role. Sometimes they are aware of their husbands', brothers' or sons' activities, but do not object or try to stop them.

• While the majority are in their early to mid-20s when they become radicalised, a small but not insignificant minority first become involved in violent extremism at over the age of 30.

• Far from being lone individuals with no ties, the majority of those over 30 have steady relationships, and most have children.

MI5 says this challenges the idea that terrorists are young men driven by sexual frustration and lured to "martyrdom" by the promise of beautiful virgins waiting for them in paradise. It is wrong to assume that someone with a wife and children is less likely to commit acts of terrorism.

• Those involved in British terrorism are not unintelligent or gullible, and nor are they more likely to be well-educated; their educational achievement ranges from total lack of qualifications to degree-level education. However, they are almost all employed in low-grade jobs.

The researchers conclude that the results of their work "challenge many of the stereotypes that are held about who becomes a terrorist and why".

Crucially, the research has revealed that those who become terrorists "are a diverse collection of individuals, fitting no single demographic profile, nor do they all follow a typical pathway to violent extremism".

The security service believes the terrorist groups operating in Britain today are different in many important respects both from Islamist extremist activity in other parts of the world and from historical terrorist movements such as the IRA or the Red Army Faction.

The "UK restricted" MI5 "operational briefing note", circulated within the security services in June, warns that, unless they understand the varied backgrounds of those drawn to terrorism in Britain, the security services will fail to counter their activities in the short term and fail to prevent violent radicalisation continuing in the long term.

It also concludes that the research results have important lessons for the government's programme to tackle the spread of violent extremism, underlining the need for "attractive alternatives" to terrorist involvement but also warning that traditional law enforcement tactics could backfire if handled badly or used against people who are not seen as legitimate targets.

The MI5 authors stress that the most pressing current threat is from Islamist extremist groups who justify the use of violence "in defence of Islam", but that there are also violent extremists involved in non-Islamist movements.

They say that they are concerned with those who use violence or actively support the use of violence and not those who simply hold politically extreme views.

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Martedì 19 Agosto 2008

Figaro.fr: l'OSS americano apre i suoi cassetti: nomi importanti di insospettabili alla luce del giorno

L'OSS, ancêtre de la CIA, utilisait un vaste réseau d'agents secrets pendant la Seconde Guerre mondiale. Les Archives nationales révèlent des noms surprenants.

S'il est une figure que les télé­spectateurs américains n'auraient jamais imaginée dans le rôle d'un espion, c'est bien Julia Child, la grande dame tant par sa taille que par sa personnalité qui a fait découvrir la gastronomie française à ses compatriotes. Auteur de nombreux livres de cuisine, Julia s'est fait connaître du grand public par ses émissions qui ont occupé le petit écran depuis sa première série lancée en 1963, «The French Chef», jusqu'à quelques années avant sa mort, en 2004, à l'âge de 92 ans (en 2000, la France l'avait décorée de la Légion d'honneur).

Mais l'Amérique n'a jamais rien su des activités de Julia Child pendant la Seconde Guerre mondiale. Jusqu'à vendredi. Les Archives nationales américaines ont en effet rendu publics quelque 35 000 dossiers personnels classés top secret, parmi 750 000 documents relatifs au réseau d'espions de l'OSS (Office of Strategic Services), le premier bureau de renseignement créé par Franklin Roosevelt, en 1942, et qui donna naissance à la CIA (Central Intelligence Agency) en 1945.

D'autres noms sortis de l'ombre ont causé la surprise : ceux de John Hemingway, le fils de l'écrivain ; Kermit et Quentin Roosevelt, les fils et petit-fils de Theodore Roosevelt ; Arthur Schlesinger, qui fut l'ami et l'historien de John F. Kennedy ; ou encore Miles Copeland, le père de Stewart, le batteur du groupe The Police. Moins connus hors des États-Unis : Arthur Goldberg, qui devint juge à la Cour suprême ; l'acteur Sterling Hayden, qui joua dans le film The Godfather (Le Parrain) ; et le joueur de base-ball Moe Berg.

«On avait dit à tous ces gens de ne jamais mentionner qu'ils faisaient partie de l'OSS», a indiqué à l'Associated Press Elizabeth McIntosh, une ancienne du réseau aujourd'hui âgée de 93 ans. Les «sans nom» partageaient la même obligation du secret: pendant plus de cinquante ans, Walter Mess n'a rien dit des opérations clandes­tines qu'il dirigeait en Pologne et en Afrique du Nord à celle qui est sa femme depuis soixante-deux ans (il en a lui-même 93).

L'autre grande surprise concerne l'ampleur de l'OSS, qui em­ployait près de 24 000 personnes. C'est presque deux fois plus que le nombre précédemment estimé (13 000).

Les historiens vont se jeter sur une nouvelle mine à laquelle ils attendaient d'avoir accès depuis que l'ancien patron de la CIA, William Casey, avait autorisé le transfert des dossiers de l'OSS aux Archives nationales en 1981.

Bizarrement, les États-Unis n'avaient pas de bureau de renseignement avant que le président Roosevelt n'en confie le projet au général William Donovan.

Cet ancien combattant de la Première Guerre mondiale, surnommé «Wild Bill», s'inspira des services secrets britanniques après avoir consulté plusieurs spécialistes, dont un certain Ian Fleming, le «père» de James Bond.

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Cortina di ferro? no, d'Ampezzo

Sono stato a presentare un libro in un albergo semivuoto a Cortina d'Ampezzo, sulle Dolomiti, provincia di Belluno. L'albergo era un super lusso stile 'Shining'. Corridoi lunghissimi, con carta da parati a metà altezza, verde. Tutto molto retrò, ascensori, bagni. Ci hanno invitato a dormire lì e a mangiare. Dormito benissimo. Nessun incubo alla King. Bellissimo tempo, caldo al sole, fresco all'ombra
Posted by Trevis at 16:22:08 | Permanent Link | Comments (0) |